lunedì 26 novembre 2018

 
Su “DIMONIU” di UTA

«Vai! Scatta adesso!» Antonio in moto a fargli da direttore tecnico. Salvatore, su dimoniu, da passista scalatore vede la salita e l'aggredisce come suo solito. Intorno la vegetazione dell'alta Barbagia, ricca di castagneti, sugherelle, corbezzoli e mirto, insieme al resto della fragrante macchia mediterranea, sembravano aumentarne le forze.
Antonio: «Non voltarti dacci dentro dimoniu!»
Salvatore scatta sui pedali, una... due... tre volte, si volta; aveva fatto il vuoto dietro, sa di non dover ce
dere, scatta sui pedali ripetutamente come a mordere l'asfalto. Antonio non sta nella pelle e lo incita. Oltre diversi tornanti ecco il paese, Orani, il traguardo a portata di mano... una vittoria di potenza con quella forza che Salvatore sente dentro, fa finalmente la sua comparsa. Entra nell'abitato... la folla lo acclama... capisce che non è una semplice vittoria!
Prima del rettilineo d'arrivo una curva a gomito, si posiziona... appena in tempo e non vede più nulla... la strada bagnata e scivola via per aria e poi a terra, attimi frenetici...viene soccorso. Il corpo insanguinato in varie parti, i dolori, a pochi metri il traguardo... con il festone che sembrava schernire la grande avventura.
Era la sua prima gara... un'aspirina come anti dolorifico.

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