Dal libro "Vaghezza nel soffio vitale" "I minorenni"
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Al solito, gli ultimi
ad andare via, resoconto sul repertorio, il tempo di una
sigaretta, unico vizio di Franco e via a cena.
Il martedì, per mio padre sveglia alle quattro e mezza
a causa della distanza dal lavoro. Tre ore di viaggio e la
mattinata intera dedita al commercio di fiori.
“Pronto, Tonio?”
“Oh ciao Daniele, dimmi”
“Tonio... ho una cattiva notizia da darti...”
“Sarebbe?”
“Stai calmo e non ti agitare, te ne prego...”
Per tutta risposta: “Cosa dici?”
Daniele: “Tonio... ci sono i manifesti in tutto il
paese...”
Tonio: “Non farmi ridere, sono le dieci del mattino...
in tipografia lavorano di notte!? Leggi bene si tratterà
di un omonimo...!”
“No Tonio...!”
Tonio sconcertato, “Scusa Dani... fammi fare una
telefonata... ci sentiamo più tardi, ti richiamo io, ciao.”
“Possibile che non ci sia nessuno a casa a
quest'ora...?!”
Sergio, un collega: “Tonio, che fai, vai già via? Che
succede?”
Mantenendo una calma apparente: “Sì, ho ricevuto
una telefonata, c'è qualcosa che non va, devo rientrare
al più presto a casa.”
Un’ora e mezza d'asfalto durante la quale effettuò
calcoli sul rapporto delle ore che intercorsero, più una
voce assillante che gli gridava dentro che non era
possibile e gli tempestava la mente. Confuso, preso
dalla velocità del mezzo, anticipò l'arrivo a casa. Lo
sentii arrivare, come aprì il cancello mi fissò dritto
negli occhi... abbassai lo sguardo...
Solo allora, con quel gesto accertò il dramma.
Franco ci aveva lasciato alle nove e trenta della sera
prima, seduto sul divano, dopo cena, fumando l'ultima
sigaretta della sua vita.
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