venerdì 14 dicembre 2018

Dal libro "vaghezza nel soffio vitale- racconto -Un anno di vita perso.

È una bellissima giornata di maggio, cielo azzurro e il mare lo riflette, offrendo un bel panorama da quell'umile appartamentino che guarda verso la città del sole. Nei giorni di sereno si vedono l'isola di Ischia e Procida, che paiono così vicine da poterle toccare; ciononostante basta un velo di foschia per farle sparire nel nulla. Ma non è il suo mare, non è la sua terra. Il trillo del campanello... il portalettere. “C'è da firmare!”
Non è solito ricevere posta da firmare, Ivano scende i tre piani con frenesia: “Buongiorno!”
“Buongiorno, firmi qui, grazie.” Ministero della Difesa, gli si gela il sangue... apre e legge salendo le scale, si blocca, si appoggia al passamano. Chiamata alla leva scaglione n°6, tra un anno dalla ricezione della presente. Tutto uno scurire, entra in casa e si butta sul letto con la lettera stretta in mano, quasi a volerne cambiare il contenuto con quella presa. Assalito da mille pensieri, uno prevale su tutti: tentare di farla franca, come fanno tanti. Due anni che assapora la libertà e la piena indipendenza, a diciassette anni nel suo piccolo cantuccio in affitto, a 35.000 lire mensili e tanti, tanti problemi per arrivare a fine mese. Pacifista convinto, contro ogni tipo di violenza, la notizia è un insulto ai suoi princìpi e una condanna allo spirito libero.

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