Carruba
Manna
Lembo
di terra arsa e cumulo di pietre levigate, disteso sul lieve scorrere
di acque torbide, un tempo pure e color del cielo.
Con
il suo piccolo promontorio a guardia della piana, alle acque pluviali
tempestose e alla furia rotolante delle pietre poneva fine.
D'essere
scossa in profondità e scomporre il suo destino non lo ha mai
concesso.
Solo
al piccolo aratro della bestia da soma, la superficie si donava
allora come ad una dolce carezza, in cambio di splendide dorate e
irte spighe.
A
ponente, l'incantevole radioso tramonto che incornicia da lunghi
secoli la roccaforte dei signori della Gherardesca, all'apice della
collina rocciosa e fortificata.
I
raggi, per pochi attimi, passano attraverso le feritoie regalando
alla vista un fenomeno di straordinaria bellezza.
Col
calare sereno della notte s'impregna l'aria di un aroma silvestre e
l'argento della luna si riflette sulle pietre, testimoni inerti del
fluire del tempo.
Vegetazione,
scroscio d'acqua, richiami di animali notturni, tutto in un’unica
dimensione, spingono la mente come per incanto a viaggiare a ritroso
nella notte dei tempi.
Quanti
occhi avranno osservato da quel promontorio la vallata
lussureggiante, non addomesticata alla rapacità dell'uomo
evoluto...?
Tutto
è intimo in quell'angolo apparentemente desolato, protettivo per la
sua collocazione.
La
notte non crea disagio o paura... infonde serenità dell'animo
tutt'uno con l'universo.
Il
giorno confonde, non lascia intravedere, tutto muta.
Aspetto
al calar del sole l'arrivo delle tenebre, con predizione di potervi
un giorno riposare per l'eternità.
Nessun commento:
Posta un commento