venerdì 17 agosto 2018

                             Carruba Manna

Lembo di terra arsa e cumulo di pietre levigate, disteso sul lieve scorrere di acque torbide, un tempo pure e color del cielo.
Con il suo piccolo promontorio a guardia della piana, alle acque pluviali tempestose e alla furia rotolante delle pietre poneva fine.
D'essere scossa in profondità e scomporre il suo destino non lo ha mai concesso.
Solo al piccolo aratro della bestia da soma, la superficie si donava allora come ad una dolce carezza, in cambio di splendide dorate e irte spighe.
A ponente, l'incantevole radioso tramonto che incornicia da lunghi secoli la roccaforte dei signori della Gherardesca, all'apice della collina rocciosa e fortificata.
I raggi, per pochi attimi, passano attraverso le feritoie regalando alla vista un fenomeno di straordinaria bellezza.
Col calare sereno della notte s'impregna l'aria di un aroma silvestre e l'argento della luna si riflette sulle pietre, testimoni inerti del fluire del tempo.
Vegetazione, scroscio d'acqua, richiami di animali notturni, tutto in un’unica dimensione, spingono la mente come per incanto a viaggiare a ritroso nella notte dei tempi.
Quanti occhi avranno osservato da quel promontorio la vallata lussureggiante, non addomesticata alla rapacità dell'uomo evoluto...?
Tutto è intimo in quell'angolo apparentemente desolato, protettivo per la sua collocazione.
La notte non crea disagio o paura... infonde serenità dell'animo tutt'uno con l'universo.
Il giorno confonde, non lascia intravedere, tutto muta.
Aspetto al calar del sole l'arrivo delle tenebre, con predizione di potervi un giorno riposare per l'eternità.

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