venerdì 31 agosto 2018





Pensavo non potesse nascere niente tra noi, ma il mio
essere fu sempre più preso da certe vibrazioni che una
coppia conosce bene.
Lasciandomi sbalordito e frastornato, quando ne aveva
la possibilità o la scusa, mi dava deboli colpetti sulle
spalle, mi toccava fuggevolmente, facendo pulsare e
fluire il sangue nelle arterie, come un animale che
segue i suoi istinti primordiali. L'esperienza non
mancò di ispirarmi.
Film già visti e rivisti, ci si rende conto, nel vederli
nuovamente, che qualcosa era sfuggita, ma la trama è
sempre la stessa.
Tutto andava nei migliori dei modi, davamo il meglio
di noi in ogni incontro con l'elettorato più attento; la
specialità della nostra intesa trapelava oltre il fattore
politico: “Che coppia però...”
Mi guardava furtiva in tutti i miei movimenti, quando
sorpresa, lasciava spazio ad un sorriso ombrato.
Un filo invisibile delimitava un confine ormai
inesistente, ma nessuno dei due lo spezzava.
Dopo una settimana esatta dal primo incontro in auto,
all'uscita da un bar, posò la sua mano sinistra sul mio
ginocchio destro.
Aveva ceduto per prima, un brivido scosse il mio
corpo, ancora una volta nella mia vita mi resi conto
della mia autostima morta e sepolta: i giochi erano fatti
e non ero stato io ad aver spezzato io l'imperscrutabile
filo.
Attento alla guida, presi quella mano con tremolante
delicatezza e me la portai sulle labbra, mi sorrise...
Pochi secondi di un silenzio attonito parvero un
eternità.

DAL LIBRO "VAGHEZZA NEL SOFFIO VITALE) RACCONTO:
"DAVIDE : ANCH'IO TOCCAI IL CIELO

Nessun commento:

Posta un commento

Vivo Mai ebbi percezione diretta seppur d'altrui il susseguirsi,  di lacrima privo giudizio m'aspetta slabbrata l'ora senza ...